mercoledì 8 dicembre 2010

11 - Avvento - fr.Tullio

Curicó, 8 dicembre 2010
Cari frati, familiari, gruppi missionari e amici della missione come state? Spero bene! Inizio questo mio scritto il giorno dell’Immacolata e desidero e prego che la Vergine santa, in questo tempo d’avvento, accompagni e protegga ciascuno di voi, le vostre famiglie e tutte le persone che portate nel cuore e ci aiuti tutti ad accogliere nel nostro cuore il Bimbo che nasce per noi e ci porterà la pace, la luce e la speranza di cui abbiamo bisogno.
Dovete sapere che in Chile la devozione alla Madre di Dio é molto forte e in tutte le città del Paese oggi si svolgono processioni, messe e celebrazioni dedicate alla Madre del Signore Gesù. Un mese fa il 7 di novembre é iniziato il cosiddetto mese di Maria; il nostro mese di maggio, anche la stagione coincide: qui da noi in effetti a inizio novembre é piena primavera, il mese delle rose e tanto per capirci ora noi stiamo mangiamo le ciliegie, si vedono le prime albicocche e il caldo é tipicamente estivo. Come vi dicevo un mese fa é iniziato il mese dedicato alla Madonna e questa sera alle ore 18.00 ci sarà la conclusione solenne di questo mese di preghiera dedicato alla madonna, e tutte le parrocchie di Curicó si ritrovano ai piedi della piccola collina che si trova alla periferia della città, per salire in processione: una volta giunti in cima ci sarà la santa messa presieduta dal nostro Vescovo. Ieri pomeriggio il Vescovo ha presieduto una santa messa di chiusura del mese di Maria a Talca, altra città della diocesi (vi scrivo questo tanto perché possiate capire l’importanza della devozione popolare e l’affetto che la nostra gente riserva a Maria). Tutta la nostra parrocchia parteciperà alla celebrazione e i nostri tre cori per l’occasione si uniranno con chitarre, tamburi, flauti, cembali, ... per animare la messa. Anche noi frati (Pedro, Giuseppe ed io) parteciperemo e pregheremo per la nostra gente e certamente anche per ciascuno di voi. Ogni pellegrino che parteciperà alla processione dovrà portare con se un fiore, da lasciare ai piedi della statua della Madonna che si trova sulla cima della collina, come segno di venerazione e preghiera e una bandiera chilena in occasione del centenario (spero di scattare qualche foto e inviarle come sempre al sito www.viviamaspera.tk).
Altra realtà che volevo condividere con voi in occasione del Natale ormai vicino é che con il gruppo della Caritas della parrocchia (in realtà poche signore, ma con un grande senso di solidarietà e di vicinanza a chi soffre) stiamo pensando di organizzare una cena d’amore in occasione della celebrazione del Natale. La cena d’amore consiste nell’offrire alle famiglie più povere del nostro settore una cena degna per la notte di Natale. Per questo la signora Bella sta pensando di fare un piccolo catasto delle famiglie che necessitano, e poi con i vostri aiuti sempre generosi, potremmo regalare a queste famiglie una cesta dove ci sarà un pollo, un chilo di riso, un chilo di fagioli, un succo di frutta e un dolce. Questa non é certamente la sola attività caritativa che facciamo durante l’anno. Ogni mercoledì in parrocchia le signore attendono per poter aiutare i più bisognosi con alimenti, carbone, farina, vestiario teli di nailon per la pioggia: in una parola generi di prima necessità. Durante l’inverno (e quest’anno é stato particolarmente duro da trascorrere, a causa della precarietà delle “case” dopo il terremoto. Molti vivono nelle "media agua", baracca tre per sei, di pure assi di legno una vicino all’altra) abbiamo regalato otre che il carbone anche delle stufe a kerosene. Un’iniziativa nata dalla diocesi e poi portata avanti dalla Caritas della parrocchia. Dovevate vedere le facce contente e stupite delle mamme che si portavano a casa la loro stufa, ricordo gli occhi di diverse nonne pieni di gioia e di lacrime nel ricevere la loro stufa (cosa banale e rudimentale per la mentalità europea, ma per queste famiglie realtà utile e indispensabile per poter scaldarsi).
Permettetemi solo una breve parola, visto che a fine mese rientrerò in Italia e avrò l’occasione di incontrare diversi di voi, sul progetto “casette CRATE” che sta continuando. Parecchie sono le casette costruite e quasi tutte sono state anche benedette da noi o dai rispettivi parroci. Dovete sapere che l’associazione diocesana CRATE ha distribuito un po’ in tutta la diocesi le varie casette e molte famiglie sono state beneficate. La priorità é andata su famiglie che avevano perso tutto, famiglie numerose con bimbi piccoli, gruppi familiari con anziani o malati. A mio parere l’associazione ha fatto proprio un buon lavoro: serio, competente e con un’attenzione particolare alle persone più disagiate. Bello vedere la gioia nel ricevere la casetta, bello vedere anche come diverse famiglie stiano ampliando la piccola costruzione in legno: chi con la cucina, chi aggiunge una stanza e chi con struttura di mattoni aggrega il bagno. Proprio bello e commuove il cuore parlare con questa gente che sempre ringrazia e prega per i tanti e lontani benefattori.
Prima di lasciarvi solamente una breve testimonianza di quello che abbiamo vissuto con i giovani della parrocchia domenica scorsa 5 dicembre. Per chiudere l’anno di catechesi giovanile, con i vari animatori, abbiamo pensato di offrire ai giovani di trascorrere un giorno in mezzo della bella natura della VII regione del Cile e siamo andati sulla cordigliera. Siamo partiti di buon mattino e dopo essere giunti in un luogo immerso nella natura abbiamo celebrato la messa. Dopo alcuni giochi per fraternizzare abbiamo fatto una passeggiata fino a giungere alla cascata chiamata el Velo de la novia, “il velo della sposa”. Nel pomeriggio abbiamo continuato con giochi di gruppo per crescere come fraternità giovanile parrocchiale e nella bellezza della montagna abbiamo proposto ai giovani anche un momento di preghiera e meditazione. Dopo la lettura del cantico delle creature di san Francesco ogni ragazzo doveva cercare in mezzo al bosco qualche cosa che lo raffigurasse e lodare il creatore per il dono della vita. Tutti i giovani (eravamo poco più di sessanta) si sono immersi nel silenzio della cordigliera e con serietà hanno vissuto questo momento di preghiera e di meditazione. Il tutto é terminato con un bel bagno nel rio Claro che scende rigoglioso dalla Cordigliera. A dire il vero volevamo fermarci al camping (un luogo sicuro e con strutture) che c’é lungo il cammino, ma il costo era abbastanza elevato (per l’entrata al camping chiedevano 2.50 euro) e per i ragazzi del nostro settore era carissimo, per questo abbiamo scelto di vivere una giornata con semplicità e sfruttando di quello che la madre natura ci offriva. Anche per me é stata una bella e utile lezione di vita ho riscoperto che ci si può pregare, ci si può divertire e si può stare insieme senza aver bisogno delle strutture create dall’uomo, della tecnologia che a volte sembra indispensabile e che senza di essa non si può vivere. Un giorno passato scoprendo e gustando della grandezza del Creatore, insieme abbiamo lodato e ringraziato il Signore del suo amore per ciascuno di noi, abbiamo ringraziato dei tanti regali che ci dona il buon Dio: del sole, dell’acqua, del verde dei campi e degli alberi, del vento, del canto dei tanti uccellini delle tante piccole realtà che abbiamo incontrato e riscoperto. In sostanza alcune ore passate senza la necessità di internet, di cellulari (non cera rete sulla cordigliera), delle strutture che danno sicurezza e che garantiscono ogni confort.
Cari amici non mi dilungo altro e vi mando un caro e fraterno saluto, vi rivolgo anche il mio augurio per un Natale ricco di pace e di serenità. Il Bambino Gesù che nasce visiti il nostro povero cuore e ci doni la speranza e l’allegria per costruire un mondo dove la pace, la giustizia e l’amore possono essere realtà tangibili e reali. Come augurio vi lascio le parole di questo Villancico - canto natalizio -, parole che mi piacciono molto: dove Maria, il bambino Gesù e Giuseppe sono persone come noi, la loro vita é concreta dove si percepisce una famiglia come tante delle nostre, e come spesso incontro visitando le tante famiglie povere della nostra parrocchia di Curicó.
paz y bien fr. Tullio e comunitá

EN EL TALLER DE NAZARET (Nella bottega di Nazaret)
Nella bottega di Nazaret piccola e povera bottega
sta lavorando Giuseppe,
e il bimbo desidera imparare dal papà.
Lavora e canta la sposa del falegname
e il mondo intero pure sorride e canta con lei.
Nella bottega di Nazaret piccola e povera bottega,
silenzio e pace, amore e fede,
Gesù, Maria e Giuseppe.
Nella bottega di Nazaret piccola e povera bottega
vedrai Dio giocare e crescere, pregare e obbedire.

domenica 17 ottobre 2010

10 - San Francesco - fr.Tullio

Curicó, 28 settembre 2010

Cari familiari, frati, giovani in formazione, gruppi missionari e amici sparsi un po’ in tutta Italia,
dopo un lungo silenzio (se non ricordo male la mia ultima lettera era in occasione della festa di Sant’Antonio) mi faccio vivo e spero che tutti stiate bene! Mancano pochi giorni alla solennitá di San Francesco e in questi giorni mi ritornano alla mente e nel cuore i volti di tutti voi amici della missione.

Preparandomi spiritualmente, in questo clima per noi primaverile (tutto é in fiore: meli, ciglieci, prugni, ginestre, ... una vera meraviglia!), alla festa del nostro serafico padre Francesco, rileggevo la lettera che fr. Elia scriveva ai frati per annunciare la morte del santo; e mi colpivano le parole dove fr. Elia afferma che Francesco: era infatti una luce suscitata dalla vera luce, quella che illumina quanti erano nelle tenebre e sedevano nell’ombra della morte, per dirigere i loro passi sulla via della pace. La luce che veniva dall’alto illuminava il suo cuore e riscaldava la volontà di lui col fuoco del suo amore; cosi infiammato, egli predicava il regno di Dio e convertiva i cuori dei padri verso i figli e gli stolti alla prudenza dei giusti, e preparava in tutto il mondo un popolo nuovo per il Signore. Che belle e che vere sono queste parole di fr. Elia! Quanta luce hanno bisogno i nostri occhi, quanta pace desideriamo per il nostro cuore, quanta speranza aneliamo per la nostra vita e per finire, quanto bisogno ha il nostro mondo di un popolo nuovo per il Signore!

Dopo alcuni mesi che mi trovo in Curió e dopo tutto quello che é passato (a dire il vero fratello terremoto non si é anora clamato, giovedí scorso una forte scossa -VI grado Richter- ci ha fotto uscire di corsa dal convento e per 40 secondi tutto ballava; e anche questa notte un alta scossa, -IV grado Mercalli-, ci ha svegliati e fatto tremare per una ventina di secondi) la pace, la serenità é d’avvero una realtá che desideriamo tanto. Anche noi sentiamo e viviamo con la gente la precarietá della vita e questa situazione ci fa sperimentare veramente la fragilitá e debolezza della persona umana. Nonostante questo, tutti noi abbiamo nel cuore il desiderio di ricominciare e di ripartire con nuovo entusiasmo e con nuovo slancio per costruire qualche cosa di nuovo, di diverso: non solo le case, i ponti, le scuole e gli ospedali, ma sopratutto rifondare la vita su valori veri e duraturi, rinsaldare le relazioni umane e fondare sulla roccia sicura la nostra esistenza.

Oltre che al grande e impegnativo compito di stare vicino e di ascoltare la tanta gente che soffre e spera, come sapete noi frati, stiamo appoggiando un progetto che la fundación CRATE (associazione diocesana che si occupa di aiutare, nei vari ambiti: economico, sociale, lavorativo, psicologico, ..., le famiglie in difficoltá) ha messo in atto subito dopo il terremoto del 27 febbraio. Da parte nostra abbiamo canalizzato le varie offerte arrivate dall’Italia al CRATE e in questo momento sono molte le famiglie che hanno ricevuto una casetta. Le abitazioni sono state costuite nella nostra parrocchia e in altre zone della Diocesi colpite fortemente dal terremoto del febbraio scorso. Condivido con voi solamente una storia di una famiglia della parrocchia. La signora Nuria e suo marito Sergio un giorno, ai primi di marzo, sono passati in parrocchia e mi avevano esposto la loro difficile situazione. Una famglia, composta di sei persone, i genitori piú quattro figli. Con il terremoto avevano perso tutto, l’unica cosa che gli rimaneva era anche la realtá piú preziosa, e sto parlando del dono della vita! La situazione che mi presentavano Nuria e Sergio era disperata: i loro figli stavano studiando (il piú grande all’università fuori Curicó e gli altri tre nelle scuole superiori di Curicó); tutti necessitavano del materiale scolastico, di pagare la tassa per la scuola, della divisa scolastica, ...; e a complicare il tutto anche il lavoro di Sergio era messo in discussione, visto che l’azienda vinicola dove lavora, aveva subito gravi danni e dovevano lincenziare diversi dipendenti (forse anche lui era tra questi). A questo si aggiungeva la difficoltá di vivre in una piccola tenda perché, della loro casa non era rimansto praticamente nulla. In realtá erano in attesa di una “casetta (6x3m.)” se si puó chiamare cosí data dallo stato. Con gli incaricati del CRATE abbiamo analizzato la situazione e abbiamo deciso di inserire Sergio e la sua famiglia in questo progetto. A fine giugno hanno ricevuto la loro casetta e ora non gli sembra vero che gli sia arrivato questo regalo dal cielo. Sergio e Nuria e i loro quattro figli vivono felici e sono sereni, il loro cuore é in pace e ringraziano il buon Dio per questo grande regalo. ( vedi foto nel sito www.viviamaspera.tk )

Altra realtá che desidero condividere con voi e che stiamo vivendo in questi giorni che precedono la festa di San Francesco é che come comunità religiosa stiamo pensando il come presentare in parrocchia la figura di San Francesco. Stiamo pensando e proponendo una serie di attività semplici e collegate alla nostra spiritualità francescana. In primo luogo ci serviva un’immagine di San Francesco da mettere in chiesa, la parrocchia fino ad oggi non ha avuto nessun aggancio con San Francesco e ci mancava anche una statua da presentare alla gente. A dire il vero un po’ di tradizione francescana esiste in parrocchia, uno dei settori dove operiamo é legato alla figura di San Francesco e si chiama Convento viejo. La tradizione dice che in questo settore: Convento viejo, oggi perifieria della cittá, é nata Curicó. Curicó fu fondata il 9 ottobre del 1743, dall'allora governatore del regno del Cile Don José Antonio Manso de Velasco. Curicò in lingua mapuche vuole dire "acqua nera". Grazie anche alla presenza dei frati Minori in questa data si inziarono i lavori di edificazione della cittá nel settore Convneto viejo, appartenente oggi alla nostra parrocchia. Lasciando da parte le parentesi storiche, e ritornando alla statua di san Francesco che necessitavamo in parrocchia, abbiamo pensato di recuperare la statua di San Francesco che era presente nella chiesa di san Francesco caduta con il terremoto. Dopo un lavoro di restauro (fatto in casa o meglio in sacrestia), la statua é apparsa nella nostra chiesa e ci accompagnerà tutta la settimana francescana.
Come vi raccontavo in un’altra lettera la religiositá popolare in America Latia é molto viva e importante. Questa religiositá necessita di poter vedere, toccare l’immagine del santo, offrirgli una candela e deporla ai sui piedi. Per questo era importante trovare una statua del serafico padre da mettere in chiesa durante i giorni di preparazione. La gente al vedere nella nostra chiesa l’immagine che era presente nella chiesa di San Francesco (ora un mucchio di macerie) é stata molto contenta e con devozione gli rivolge preghiere, ringraziamenti e richieste.
In sostanza quello che ci proponiamo come comunità di frati, in collaborazione e in sintonia con le tre suore Francesacne Missionarie della Madre del Divino Pastore che aiutano in parrocchia, è che la gente possa conoscere e amare San Francesco, non solamente ceme patrono degli aminali, ma per quello che veramente san Francesco é. Per questo abbiamo pensato di offrire, oltre a un film, che narra la vita del santo, altri momenti come: la Lectio Diva, una liturgia penitenziale, la spigazione del crocifisso di san Damiano, catechesi francescana per bambini e per giovani. Il giorno della festa, quattro ottobre, certamente non mancherà la benedizione degli animali, ma il momento centrale sará la Messa solenne con la partecipazione di tutti i gruppi parrocchiali.
Sono piccole inziative francescane che desideriamo mettere in atto per proporre alla gente il nostro stile. In relatá, i parrocchiani già ci conoscono e ci vogliono bene, quello che desideriamo offrire ora sono le basi della nostra spiritualità. Speriamo che questa settimana francescana ci aiuti tutti; in primo luogo noi frati, e poi i nostri parrocchiami a vedere in San Francesco quella sella che guida il nostro cammino alla Luce vera, la luce che illumina ogni uomo, Gesú! Sentiamo importante e allo stesso tempo ci sembra bello, sopratutto per i giovani, che conoscano la figura del santo di Assisi nella sua totalità, conoscerlo come un uomo libero, coraggioso, coerente, amante del bene, in una parola: un uomo evangelico.

Come potete intuire dalle mie parole la nostra missione di Curicó desidera state con la gente, condividere le gioie, le speranze condividere le fatiche e i dolori di tutti i giorni, tentiamo di essere uomini di speranza, uomini di Dio sullo stile di San Francesco aiutando i nostri parrocchiani a incontrare la Luce che illumina ogni tipo di probelma, di tristezza e di dolore.
Termino con un sentito grazie a tutti voi: grazie per le vostre preghiere, per l’affetto e per l’aiuto concreto che sempre arriva generoso.

Per intercessione di san Francosco il Signore vi benedica tutti, vi custodisca, vi mostri la sua luce e vi dono la pace del cuore.

Paz y bien a todos
fr. Tullio

venerdì 11 giugno 2010

9 - Riprendendo la vita "normale" - fr.Tullio


(copihue bianco fiore nazioanle cileno)
Curicó, 6 giugno 2010

Cari familiari, amici della missione, cari frati e giovani in formazione come state? spero bene!
In questi primi giorni di giugno come frati e amici di sant’Antonio ricordiamo e ringraziamo il Signore per il dono in mezzo a noi di questo grande uomo e santo. Vi mando dalla nostra missione un fraterno e cordiale saluto e vi ricordo tutti con affetto.

Vengo a voi per raccontarvi un po’ della nostra vita a Curicó a tre mesi di distanza dal tremendo terremoto che ha colpito il nostro Paese e in particolare la nostra regione. In primo luogo devo dirvi che le scosse di assestamento sono ancora molte ed a volte anche abbastanza forti. Noi e la gente ci stiamo abituando a convivere con i vari movimenti tellurici che di tanto in tanto ci fanno ballare e ci spaventano un pochino.

Qui la situazione si sta “normalizzando”. Tutti stanno ricostruendo o sistemando le loro abitazioni, almeno per passare l’inverno in modo decente e il più possibile sereno. I disagi per la gente sono molti: in primo luogo la preoccupazione della loro abitazione - molti ora vivono in piccole casette di legno (la dimensione della piccolissima casetta è di metri 3x3). Questi alloggi sono stati distribuiti dal comune e diverse famiglie usano anche quello che è rimasto della loro abitazione. In secondo luogo l’ospedale nella nostra città é sistemato in tende e con il freddo invernale non é certamente la cosa migliore per gli anziani o malati alloggiati nelle tende. In terzo luogo, è vero che tutte le scuole hanno ripreso la loro attività, ma diverse strutture sono cadute o danneggiate seriamente e per questo molte sono le aule d’emergenza. Anche molte chiese sono rimaste danneggiate gravemente e in diverse parrocchie la santa messa si celebra nelle cappelle dei collegi che possono ricevere i fedeli nelle loro strutture, naturalmente con tutti i disagi immaginabili. Certamente la gente, come dicevo sopra, si sta abituando alle numerose replique (scosse di assestamento del terremoto), ma allo stesso tempo la instabilità della terra rende instabile anche la vita. A causa dell’incertezza, la precarietà, il disagio del post terremoto, la paura del domani in molta gente emergono con forza anche vecchie ferite con familiari con vicini e amici. Per questo oltre che un lavoro per ricostruire strutture é necessario un lavoro paziente, attento e delicato di ricostruzione di personalità e di riconciliazione con il proprio passato e presente sia a livello personale sia a livello comunitario. Da queste poche parole potete capire che la situazione è ancora difficile e complicata, credo che ci vorranno anni prima di ritornare a una vita normale.

Da parte nostra, e grazie al vostro aiuto, attraverso l’associazione CRATE - progetto casette prefabbricate -, stiamo dando un buon aiuto. Già diverse famiglie hanno ricevuto la loro casetta di 30 metri quadri, e in questi mesi continuiamo ad aiutare nella costruzione. Con questo scritto desidero ringraziare, a nome delle famiglie beneficiate della nostra comunità di Curicò, il CENTRO PROVINCIALE MISSIONARIO della nostra Proviancia religiosa di Padova e tutti gli amici della missione sparsi un po’ in tutta Italia per l’aiuto concreto; desidero ringraziare anche i molti conventi che hanno collaborato a questo progetto e un grazie speciale alla CARITAS ANTONIANA che ha collaborato in maniera significativa. Il Signore per intercessione di san Antonio vi benedica e vi protegga sempre donandovi la pace del cuore.

Per quanto riguarda la vita della nostra parrocchia (vedi qui alcune foto), dopo l’accoglienza calorosa e fraterna che abbiamo ricevuto, in questi primi mesi stiamo proponendo la nostra spiritualità francescana. A fine marzo abbiamo realizzato un pomeriggio di formazione con tutti gli agenti pastorali, per poter conoscere un po’ di più il nostro fondatore: san Francesco. Ora stiamo proponendo e presentando la figura di sant’Antonio. Qui da noi (per lo meno dalla nostra gente, non abituata allo stile francescano) si conosce sant’Antonio per ritrovare le cose perdute e a tutti vengono alla mente le parole del canto: tengo a san Antonio puesto de cabeza, no me busca novio ya no me interesa (ho messo sant’Antonio con la testa in giú, se non incontro un fidanzato non lo cerco piú). Per questo come comunità religiosa abbiamo deciso che per quest’anno, possiamo proporre il Santo come amico dei poveri e protettore di bambini. La sensibilizzazione per sant’Antonio in questo tempo si riduce a presentare in tutti i gruppi, offrendo una breve catechesi, la vita del Santo e il suo messaggio di bene, in stretta connessione con il vangelo e che si trasforma in carità. Regaliamo poi una piccola immagine e grazie i segni tipici di sant’Antonio: bambino Gesú, vangelo e giglio si aiutano i parrocchiani a conoscere un po’ della vita del nostro santo. Certamente il 13 giugno, festa di san Antonio, anche noi daremo gloria al Signore per la testimonianza del Santo e inviteremo tutti i fedeli a ricorrere al Santo per intercedere presso il Signore. Una speciale celebrazione sarà offerta ai molti bambini della parrocchia. Con il gruppo giovani stiamo preparando alcune drammatizzazioni dei miracoli di sant’Antonio: il miracolo dei pesci, della mula, del marito geloso, ...e termineremo il tutto ponendo sotto la protezione del Santo tutti i bambini presenti. Un semplice e umile incontro per poter conoscere un po’ di più il nostro amato Santo, e per condividere con i nostri parrocchiani mezza giornata di fraternità, di serenità e di preghiera valori molto necessari in questo tempo del post terremoto.

Prima di salutarvi desidero condividere con voi quello che abbiamo vissuto sabato scorso nella nostra cappella di santa Lucia. La notte del 27 febbraio a causa del terremoto nella cappella, cadendo si è rotta una statua della Madonna. Ricordando le parole di una brava e buona benefattrice che quand’ero in Italia mi aveva offerto delle statue della Vergine per la missione, gli ho chiesto se poteva aiutarci. A fine aprile sono arrivate due bellissime statue grazie alla generosità di tutta la sua famiglia e sabato scorso 29 maggio, con una sentita e partecipata celebrazione eucaristica abbiamo benedetto una delle due statue. La partecipazione è stata buona nonostante la pioggia (a dire il vero si pensava di pellegrinare con la statua lungo il quartiere particolarmente povero e problematico, ma a causa della pioggia non è stato possibile). Ascoltando la gente che era presente si percepiva la grande la riconoscenza per il regalo e la grande gioia per riavere nella cappella la mamma del cielo, la Virgen Maria che sempre ci ama, ci aiuta e ci protegge.

Spesso dal mio cuore nasce un grazie sincero che si trasforma in preghiera anche per i molti, piccoli e importanti gesti d’affetto di vicinanza e di amicizia, un grazie a ciascuno di voi! Cari amici non mi dilungo oltre, e chiedo per tutti che il Signore tramite l’intercessione di sant’Antonio ci possa accompagnare nel cammino della vita, ci possa aiutare a compiere sempre la sua santa volontà, e ci aiuti a sperimentare nella nostra vita la pace del Signore.

Termino e vi saluto tutti fraternamente con la parola del Santo: Cerca la pace, cerca la pace dentro, in te stesso; e se la troverai, avrai senza dubbio la pace anche con Dio e con il prossimo; e persèguila (conquistala) con la perseveranza finale. (Sermone domenica V dopo Pentecoste)

A tutti buona festa di san Antonio e...
Paz y bien

fr. Tullio e comunità

lunedì 12 aprile 2010

8 - Progetto di ricostruzione: le casette prefabbricate - fr.Tullio

Curicó, 9 aprile 2010

Cari frati, familiari, gruppi missionari e amici della missione, come state? Spero bene!

Vengo a voi con questo scritto dopo piú di un mese dal tremendo terremoto che ha colpito il nostro Paese.

La situazione, come dicevo nella lettera della Domenica delle Palme, è ancora critica (vedi anche le foto di Curicó, con le immagini degli "spazi vuoti" dove prima c'erano le case, e quelle di Iloca, piccolo centro abitato della costa). Molti sono i problemi: case distrutte, lavoro precario, ospedali in tende militari, tante scuole non utilizzabili, ponti crollati, acquedotti e fognature danneggiati seriamente e tante chiese cadute o con problemi seri... e ora con l’arrivo dell’inverno la situazione diventa ancora piú complessa e grave.

In questo mese molti di voi mi hanno chiesto come potevano aiutare la nostra gente, e molti ci hanno giá inviato delle offerte. Con questo mio scritto desidero presentarvi e proporvi un progetto, a cui noi frati cileni abbiamo aderito e dove indirizzeremo le offerte che ci sono arrivate e quelle che ci arriveranno.

Finora l’aiuto che abbiamo dato noi frati di Curicó, oltre che ascoltare le molte persone desiderose di raccontare la paura, l’impotenza e il terrore di quella notte e dei giorni successivi, e dare una parola di conforto e di speranza, è stato quello di distribuire vivieri, vestiario e materiali di prima necessità.

Spesso come comunità francescana ci siamo chiesti come aiutare e quale sia il modo migliore per intervenire e per stare vicini alla nostra gente segnata da terremoto e tsunami.

Ci siamo resi conto che il vero problema inizia ora, dopo la prima fase di verifica dei danni (“catasto”), e della seconda fase, quella della demolizione di molte case del centro e della periferia, ora si pensa alla ricostruzione.

La diocesi di Talca sta offrendo delle casette prefabbricate di 30 metri quadrati (vedi foto) di due camere, una cucina-soggiorno e un bagno, con possibile successivo ampliamento di altre due camere: è una sistemazione dignitosa per affrontare i primi tempi della ricostruzione (ci vorranno anni per ritornare alla normalitá!).

Come frati cileni abbiamo pensato di aderire a questo progetto che ci sembra serio, ben strutturato e già sperimentato con buona riuscita anni fa per un’altra calamità della stessa Diocesi di Talca. Ci sembra inoltre che possa rispondere non non solo a un bisogno immediato (casa), ma che possa permettere a una famiglia di vivere dignitosamente in una casetta per il tempo necessario per la ricostruzione della propria casa “di mattoni”. Il costo della casetta è di circa 2500 - 2600 euro.

Se volte aiutare i fratelli cileni a rialzarsi e a vivere nuovamente in maniera dignitosa potete continuare a farlo - con qualsiasi offerta - come già vi avevamo segnalato, alla causale:

Per terremotati Cile, nel conto corrente della Caritas Antoniana C/C 12 74 23 26 intestato a: PPFMC Caritas san Antonio – Onlus, Via Donatello, 21 - 35123 PADOVA
o con bonifico bancario al Cod. IBAN: IT05 S050 1812 1010 0000 0505020 di Banca Popolare Etica, con la stessa intestazione e identica causale sopra specificate.

¡Muchas gracias! …y el Señor resucitado les bendiga y les entregue su paz y todo bien.

fr. Tullio

Allegati:



domenica 28 marzo 2010

7 - Domenica delle Palme, con speranza - fr.Tullio

Ciao amici come state? spero bene!
Dopo un bel po' di silezio (quanta acqua sotto i ponti o meglio quante scosse di terremoto in questo mese!), vengo a voi con un breve scritto in questa Domenica delle Palme.
Oggi abbiamo iniziato la Settimana Santa con la solenne liturgia delle palme. Con questa liturgia abbiamo celebrato le due faccie della medaglia del mistero Pasquale: la vita e la gloria, mediante la processione con i rami d'ulivo pensando e proclamando Cristo nostro Re. E allo stesso tempo abbiamo ricordato la sua morte in croce con la lettura del testo della passione, rivivendo il dolore e l'umiliazione provate da Gesú.

Credo di poter dire che quest'anno questa celebrazione ha avuto, almeno per molti di noi cileni, un significato particolare e profondo. In comunione con i tanti i crocifissi nella nostra cittá e del nostro Paese, questa mattina abbiamo celebrato la processione e la messa. Molti cileni stanno piangendo i morti e i dipersi in mare di questo tremendo terremoto, molti di piú sono ancora angustiati e addolorati per la situazione precaria che stanno vivendo e molti sono preoccupati per l'avvicinarsi della stagione delle piogge: in pratica tanti sono senza casa, molte abitazioni sono danneggiate in modo serio e grave, molti ora stanno perdendo il lavoro a causa dei danni nelle fabbriche o nei magazzini della raccolta della frutta... (Già avevo inviato alcune immagini di Curicó dopo il terremoto)

Leggendo e meditando questa mattina nella messa il testo della passione del Signore, mi venivano alla mente i molti volti dei crocifissi del nostra parrocchia. A Nono (nella foto con la chitarra in mano), papá di famiglia, che ha perso casa, lavoro... praticamente tutto, e che porta nel cuore il desiderio di ricominciare e di riprendere a viviere normalmente. Mi veniva alla mente la casa dell'anziana signorina Rebeca, che vive sola con i suoi cinque cani: la sua casa é tutta una crepa (vedi foto) e dopo un mese dal terremoto non vuole andarsene perché quel luogo contiene tutta la sua vita e i suoi ricordi. Pensavo poi alla signora Berta, malata di diabete e di ipertensione, che con i suoi tre figli dorme di notte nella sacrestia di una nostra cappella, e di giorno ritorna nella sua "traballante" casa, anche lei con la paura per l'inverno or
mai vicino, preoccupata per il suo lavoro instabile e con la angoscia del domani. E potrei continuare con una lunga lista di gente che ha perso tutto e porta nel cuore timore, paura, molta insicurezza e impotenza nei confronti delle scosse di assestamento che continuano forti anche dopo un mese.

Il testo della passione di questa mattina terminava con la morte di Gesú, ma sappiamo che dopo la morte vine il giorno della resurrezione, della luce, della forza e della speranza.

Cari amici, in questi giorni tutti noi guardiamo attraverso la ferita della lancia il cuore aperto di Gesú, e in questo cuore poniamo il nostro dolore, e con fiducia e con speranza attendiamo il giorno della resurrezione, della pace e della gioia.
Tutti noi abbiamo preso coscienza che siamo fragili e deboli (basta poco per perdere vita, casa, lavoro ...tutto) e allo stesso tempo abbiamo la certezza che il Signore non ci abbandona, non ci lascia soli a lottare contro le vicende contrarie della vita; e se lui é con noi, nulla ci puó far male o danneggiare.

Attendiamo con fede, speranza e coraggio la Pasqua di resurrezione per ascotare dalla bocca del Signore Gesú: la pace sia con voi!
La pace del risorto é anche l'augurio che faccio e facciamo noi della comunitá Jesús de Nazaret a ciascuno di voi, cari amici.

Grazie per la vicinanza, per il ricordo e per il vostro aiuto concreto.
¡Paz y bien!
fr. Tullio

Nell'ultima foto, i nostri vicini di casa: dove prima sorgevano le sale di catechesi e attività varie della parrocchia San José Obrero, adesso c'è solo un gran vuoto, assieme a un po' di calcinacci.


sabato 27 marzo 2010

Così si presenta adesso la nostra chiesa di Santiago...

Ciao carissimi!

Vi avevo scritto che, grazie a Dio, stiamo tutti bene e i nostri conventi e le chiese affidateci non hanno subíto danni strutturali. Vi avevo anche invitato a vedere le foto della nostra chiesa di Santiago dopo il terremoto, con qualche crepa e con la statua della Inmaculada Concepción senza mani, ma senza gravi danni strutturali.

Ieri c'è stata una forte scossa anche a Copiapó, ma per fortuna è durata poco e confermo che anche lì non è successo nulla di rilevante.

Lunedì con i confratelli di Santiago siamo andati a trovare fr.Tullio, fr.Giuseppe e fr.Pedro a Curicó, dove il terremoto si è fatto sentire.
Dio ci ha benedetti e la chiesa affidataci pochi giorni prima del disastro capitato (ad essere precisi, affidataci "ufficialmente" il giorno dopo il terremoto) è intatta: è una delle cinque chiese agibili della città, le uniche dove attualmente si sta celebrando la messa, in una Diocesi dove il 70% delle chiese ha subíto danni gravi o irreparabili.
E la città non sta bene, nel senso che c'è molta preoccupazione per il futuro, dato che i canali d'irrigazione per l'agricoltura e pure molte aziende e imprese vivono un momento critico per i danni riportati. Per assurdo (o per fortuna) città più colpite dal terremoto come Concepción - quella più ripresa dalle telecamere dopo il disastro - sta meglio perché il commercio s'è rimesso in moto.
E a livello visivo a Curicó, parlando della gente comune e delle abitazioni private, è sconvolgente vedere interi rioni rasi al suolo, adesso che è iniziata la demolizione di tutte le case non più agibili.

Per parlarvi di Santiago e della nostra chiesa, abbiamo dovuto provvedere ai primi due lavori urgenti, cioè far togliere un muro pericolante esterno all'abside della chiesa e pulire tutte le crepe dai calcinacci, stucchi e sassetti vari che avrebbero potuto cadere in testa ai fedeli.
Ora la chiesa è pienamente agibile ma i danni del terremoto sono chiaramente visibili e fanno un certo effetto.
Dovrebbe essere tutto riparabile, anche se stiamo aspettando il parere definitivo degli esperti in materia.

Tra qualche mese dovremo fare un intervento specifico con colle speciali che, inserite a pressione, riempiono le crepe e si espandono in tutte le fessure; e poi rifare gli stucchi e pitture varie.
Per ora nemmeno ci siamo chiesti quanto possa essere il preventivo, meglio non pensarci.

Vi lascio invitandovi a vedere il link delle nuove foto della nostra chiesa, il santuario dell'Inmaculada Concepción a Santiago.

Un saluto a tutti!
fr.Christian